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La mia strategia per i 21 anni

2022-06-12 19:47

Niccolò Lavino

Obiettivi, obiettivi, fallimenti,

La mia strategia per i 21 anni

Ti presento il piano di azione che sto intraprendendo per raggiungere quello che per me è il successo.

Ho appena compiuto 21 anni, è strano perché dieci anni fa tutti gli adulti venivano a dirmi "inizi a farti grande" quando era il mio compleanno, mentre ora che oggettivamente inizio a farmi grande, non mi viene più detto. Quando ero piccolo giocavo a rugby e suonavo la chitarra e per ogni obiettivo raggiunto, ogni meta, ogni concerto (chiamarlo "saggio" forse sarebbe più onesto, ma mi tengo un po' di gloria), le persone mi davano grande supporto, ma soprattutto c'era grande supporto per ogni fallimento.

Ora le cose si fanno un po' più complesse rispetto all'assolo dei Green Day o alla meta in mezzo ai pali in Under 14, senza nulla togliere a tali risultati, però adesso gli obiettivi sono più impegnativi.

La cosa che mi fa strano è che 10 anni fa ero un figo pazzesco se una volta a settimana andavo a fare il corso di chitarra, mentre ora se decido di mettermi in gioco, cercando di ottenere dei risultati diversi dalla massa, sono "uno di quelli che ci prova", "ma chi te lo fa fare".

Ora che "inizio a farmi grande", si incomincia a direzionare la vita personale e professionale, essere il nuovo Jimmy Page o George North (rispettivamente gli idoli che avevo da chitarrista e da rugbista) non fanno più parte dei miei obiettivi, ma soprattutto ora è il momento di mettere un impegno diverso perché adesso inizia a contare davvero per il mio futuro.

 

Questa premessa era per dire che l'unica persona che può supportare i miei obiettivi, sono io, nessun altro. Non importa ciò che viene detto dalle persone, non importa chi pensa cosa, importa ciò che penso io, ma soprattutto cosa faccio io per raggiungere gli obiettivi, perché gli obiettivi sono miei e non degli altri. Con l'avvento del compleanno ho deciso di pianificare gli obiettivi fino al prossimo 9 giugno e ho cercato un metodo per raggiungerli.

Qualche mese fa pensavo che materie come psicologia, crescita personale fossero delle perdite di tempo, mi considero una persona piuttosto pratica, la cura del mindset non ha mai fatto parte dei miei interessi. Il fatto è che non avevo obiettivi da raggiungere, o quantomeno non erano di reale interesse, perché oggettivamente non mi è mai interessato troppo avere un buona media all'università, ed era l'unico obiettivo che avevo.

 

Quando ho iniziato la mia esperienza di network pensavo fosse sufficiente imparare le tecniche, ma non basta, in nessun campo. A Balotelli hanno insegnato le stesse identiche tecniche che hanno insegnato a Ronaldo, il fisco dei due calciatori ha le stesse potenzialità, ma le differenze qualitative e quantitative nel loro mestiere sono sostanziali.

Quindi ho iniziato a chiedermi il motivo per il quale alcune persone sono dei Ronaldo nel loro settore, mentre altre sono dei Balotelli.

Mi sono informato un po' sulla psicologia, crescita personale e mindset efficace e ho trovato delle informazioni interessanti che voglio condividere in materia di obiettivi e fallimenti.

Ti presento il piano di azione che sto intraprendendo per raggiungere quello che per me è il successo.

 

Ho ascoltato podcast e letto qualche libro in merito e ho trovato alcuni segni distintivi che determinano un fallimento ripetuto. L'idea di base è che i fallimenti siano completamente accettabili e motivo di crescita, il problema nasce quando non c'è un miglioramento e il fallimento diventa una costante. Per questo motivo credo sia più corretto capire come evitare questa situazione più che valutare il raggiungimento degli obiettivi, in modo di trovare una "ricetta" che valga nel lungo termine.

 

In primo luogo sono, sei e siamo destinati a fallire se non ci si assume la responsabilità degli eventi, se è sempre colpa di qualcun altro è impossibile crescere dopo una batosta. Allo stesso modo se è fortuna per ogni successo, è impossibile migliorare i propri risultati.

Sicuramente l'esercizio che cerco di fare in tutti i campi di mio interesse, e l'esercizio che ti consiglio di fare nei tuoi, è quello di eliminare pessimismo e vittimismo e analizzare gli eventi, cercando di capire cosa si poteva fare di meglio indipendentemente da quello che fanno gli altri. A volte è vero che la colpa non è mia, che il risultato non dipende solo da me, ma ciò che ho  tralasciato per molto tempo è che io posso decidere di cambiare, mentre ciò che fanno gli altri non lo posso controllare. Il cervello è un contenitore di informazioni da elaborare, una RAM per chi si intende di informatica, con la differenza che è quasi impossibile da espandere. Bisogna chiudere i processi relativi all'operato altrui e lasciare solo quelli delle nostre azioni, altrimenti il "PC" si inchioda e non si va più avanti.

 

Un altro segno distintivo del fallimento, questa volta legato più all'ambito business, è quello di pensare solo ai soldi. C'è bisogno di un "perché" più grande del denaro. Le persone capiscono se è solo questione di soldi o c'è altro dietro e se è vera la prima opzione i soldi non ce li darà nessuno. Se vendo un prodotto, un servizio, se voglio farmi assumere da qualcuno (vendita di tempo e professionalità), non posso dare l'impressione di pensare ai soldi che ne deriveranno, perché se no non venderò mai.

 

Ad oggi le mie giornate sono un po' piene, mi sono messo in mezzo a troppe cose insieme e onestamente sono un po' affaticato da tutto ciò. Purtroppo per me adesso è troppo tardi per seguire il consiglio che sto per darti, non posso più mollare gli impegni, però per quanto possibile cerco di fare tutto al meglio e in modo focalizzato. È infatti un grande sintomo di fallimento il mutitasking, troppi obiettivi, troppi impegni, troppe cose per la testa fanno perdere la concentrazione e si finisce per ottenere poco o nulla da tutti i campi. Per tornare all'esempio di prima, anche in questo caso la RAM si inchioda e il pc non va più avanti, perché la potenza di calcolo è limitata. Per quanto sia complesso dare delle priorità e  focalizzarsi in poche cose, per il nostro cervello è difficile cambiare rapidamente da una materia ad un'altra, quindi conviene fare una cosa per volta e dannatamente bene piuttosto che tentarne troppe tutte insieme.

 

L'ultima cosa che voglio condividere oggi sembrerà banale ma dal mio punto di vista terribilmente importante. È impossibile ottenere un obiettivo se di fatto non si ha un obiettivo. "Voglio avere successo in questo campo" oppure "voglio diventare ricco" non sono obiettivi, sono sogni nel cassetto, chiacchiere. Occorre fare un'accurata analisi delle priorità e degli interessi in modo da definire gli obiettivi in modo più cosciente e utile. C'è chi parla di obiettivi SMART o obiettivi O3S, non mi dilungo in merito e per quanto credo siano definizioni accurate, mi limiterò a dirti ad una frase pronunciata da un grandissimo leader che ho la fortuna di avere in azienda:

 

"Le differenze tra un sogno e un reale obiettivo sono il perché e la data di scadenza".

Servono obiettivi stimolanti, reali, tangibili e databili, se no rimangono chiacchiere senza scopo

 

Questa è la mia ricetta per raggiungere i risultati che voglio ottenere entro il prossimo anno, è piuttosto impegnativa ma lo sono anche gli obiettivi che voglio realizzare quindi credo sia la ricetta giusta, fammi sapere tramite la sezione contatti qui sotto se sei d'accordo con me e se la userai anche tu per il tuo successo.

 

Se ti è piaciuto questo contenuto ti invito a rimanere aggiornato sui miei profili social perché domenica prossima pubblicherò di nuovo sul blog e se vuoi supportare me e il mio team, condividi questo articolo con le persone che credi potrebbero considerarlo utile.

 

Auguro a tutte le persone all'Avanguardia che sono arrivate fino a qui una buona domenica e un inizio settimana produttivo, focalizzato e alla caccia di ambiziosi risultati.

 

A presto.

 

Niccolò Lavino

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